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L’imprenditore e il taccheggiatore

Imprenditore famoso, sportivo affermato e amico generoso. Ma questo, evidentemente, non gli bastava. Per sconfiggere la noia, il nostro protagonista, decideva di trasformarsi in un piccolo Robin Hood e di rendere un pomeriggio come tanti altri un po’ più elettrizzante.

Se per Robin Hood il luogo delle scorribande era la foresta di Sherwood, per il nostro personaggio, il luogo del misfatto era il WONDERFUL STORE.

Se c’è del vero nelle leggende, Robin Hood si sentiva giustificato a rubare. Il bottino infatti, veniva poi condiviso con i più poveri e bisognosi. Cosa spingeva invece il nostro amico a macchiarsi di un gesto così grave? Forse aveva deciso di portare alla sua giovane moglie dai capelli biondi un capo esclusivo senza passare dalla cassa?

Chi può dirlo?

Tuttavia, a differenza dei luoghi dove Robin Hood agiva e rubava, il WONDERFUL STORE era un luogo del ventunesimo secolo. E il nostro sfortunato amico non aveva fatto i conti con i sistemi anti taccheggio. Per farla breve, Robin Hood de noialtri, è stato preso con le mani nel sacco. Le sirene all’ingresso stanno ancora suonando…..

P.S. Vota il sondaggio – Quale vorresti che fosse la tua nuova divisa?

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  1. Ma non era che lo sceriffo di Nottingham (delle Generali) boicottava il prode Robin con trucchetti da abile prestigiatore?????

  2. Bingo!!!!

  3. Sarà mica il prode……………. M….S……;

    Se è vero la crisi è totale!!!!!!!!!!!

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